“Prezzi giù, import su. Un situazione inaccettabile”

“Prezzi giù, import su. Un situazione inaccettabile”

l 2026 si è aperto con il mercato del riso in sofferenza con continui cali dei prezzi. Una situazione inaccettabile – sottolinea Coldiretti – che vede, oltretutto, aumentare le importazioni dall’estero. Nel 2024 sono arrivati dall’estero 300 milioni di chili di riso, per quasi tre quarti dall’Asia, e nei primi dieci mesi del 2025 gli arrivi sono cresciuti del 9%. Nel riso indiano e paraguyano sono, inoltre, stati rilevati fungicidi e insetticidi vietati nell’UE.

“Nonostante questa situazione – sottolinea Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – il 60% del riso che entra in Italia beneficia del dazio zero e dal 2009, grazie al regime EBA (“Everything But Arms”), le importazioni sono passate da 9 a oltre 50 milioni di chili, aggravando il dumping con pesticidi vietati e sfruttamento di lavoro minorile. Ad oggi, i prezzi riconosciuti ai nostri agricoltori sono nettamente in perdita, alcune varietà, come l’Arborio ma non solo, hanno perso addirittura il 35%”.

“Chiediamo parità di condizioni nelle importazioni, applicando il principio di reciprocità. Gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità devono valere per tutti i prodotti, indipendentemente dal Paese di origine. Per farlo serve aumentare i controlli e assegnare all’Italia e a Roma la sede dell’Authority doganale europea, come richiesto con la candidatura avanzata dal Governo italiano su sollecitazione di Coldiretti. Serve una clausola di salvaguardia realmente automatica e tempestiva, basata anche sull’andamento dei prezzi, oltre all’applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali e a concrete tutele del reddito agricolo” concludono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco con delega territoriale al settore risicolo:  “Difendere il riso piemontese significa difendere la sovranità alimentare europea, il lavoro agricolo e un patrimonio che non può essere sacrificato alle logiche del massimo ribasso”.

“Il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Luciano Salvadori: “Occorre rafforzare, inoltre, i contratti di filiera come strumento di stabilizzazione industriale: l’unico modo per difendere la nostra produzione è costruire relazioni di lungo periodo tra i produttori, l’industria e la distribuzione. Diversamente, è a rischio il futuro di un settore che detiene il primato europeo con l’Italia che garantisce oltre il 50% dell’intera produzione di riso della Ue di cui è il primo fornitore, con una gamma di varietà e un livello di qualità uniche al mondo”.riso golpista

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