Il Gruppo Marazzato di Stroppiana (VC) ha scelto di focalizzare il nuovo incontro del ciclo dedicato alle “sfide di sostenibilità” a una risorsa fondamentale come l’acqua.
Titolo del dibattito, “Le terre d’Acqua”, organizzato in partnership con Materia Rinnovabile e Italia Economy e con il supporto di LifeGate che ha reso l’evento a zero emissioni. Dopo il breve videomessaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin (“Non dobbiamo dimenticare che l’idroelettrico rappresenta una delle prime risorse, la più razionale. L’acqua è un impegno che andrà rafforzato anche con uno sforzo comune“) l’intervento inaugurale è toccato ad Alberto Marazzato, ad del Gruppo Marazzato, colosso dei servizi ambientali, e vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega alla sostenibilità e rappresentanza territorio Vercellese: “Servono due cose: la pianificazione, senza la quale sarà difficile gestire le risorse, anche nell’ottica della collaborazione. Industria e agricoltura sono connesse, le difficoltà degli ultimi anni ci hanno insegnato quanto è importante fare rete”. Dopo di lui si sono alternati sul palco Stefania Ferraro, Emanuele Capra, Roberto Scheda, Alessandro Canelli, rispettivamente sindaci dei comuni di Stroppiana, Casale Monferrato, Vercelli e Novara, seguiti da Davide Nicco, presidente del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, che hanno ribadito l’importanza di un impegno concreto e propositivo anche da parte delle istituzioni, pensiero a cui si è unito anche Alessandro Montella, vicepresidente della Provincia di Vercelli.
Moderato dal giornalista Giorgio Kaldor, di Materia Rinnovabile, il confronto tecnico si è aperto con il panel sulla gestione della risorsa acqua tra industria e agricoltura e sui nuovi modelli di utilizzo, con il contributo del Magnifico Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi, che ha focalizzato il suo intervento su un aspetto spesso trascurato, ossia il ruolo dell’acqua anche come vettore e termometro di emergenze sanitarie. Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, ha posto l’accento in particolare su errori e mancanze della gestione degli anni precedenti, sottolineando le criticità e i difetti nell’approccio sia dal punto di vista politico sia gestionale, e la necessità di correggere la visione collettiva.
Negli altri interventi si sono alternati Secondo Barbero, direttore ARPA Piemonte, che ha insistito sull’aspetto della pianificazione e sulla necessità di attivare azioni di verifica ambientale tramite i migliori sistemi di controllo, e di Michele Falcone, direttore Generale del Gruppo CAP, che ha spiegato il meccanismo dei “water credits” e dei vantaggi del tracciamento delle attività di riutilizzo delle acque depurate. Diego Terruzzi, direttore dell’associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, nonché storico del territorio, che con particolare riferimento proprio al territorio vercellese ha illustrato le dinamiche del “sistema risaia” e della distribuzione delle risorse idriche.
Di strumenti ha invece parlato Lisa Casali, manager di Pool Ambiente, che parlando di misure preventive ha toccato anche il tema dell’esiguità delle risorse economiche disponibili.
Il secondo tavolo di confronto, dal titolo “Dalla ricerca al territorio – Tecnologia e competenze per il futuro dell’acqua”, comprendeva quattro interventi: Il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati ha introdotto il tema della ricerca accademica sulle tecnologie toccando anche l’argomento della water security;
Carlo Robiglio, presidente di Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia, ha ricordato anche come l’acqua sia necessaria anche per sostenere l’evoluzione e lo sviluppo delle tecnologie digitali. Ma in questo senso, ha anche posto l’accento sulla sfida di “capire come costruire future figure professionali di cui oggi non abbiamo ancora contezza”. Vittorio Viora – Presidente ANBI – Associazione Regionale Consorzi Regione e tutela del territorio e acque irrigue, ha invece ribadito in particolare il problema dello stoccaggio delle risorse idriche, delle opere e soprattutto delle politiche necessarie a gestire l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua in considerazione non soltanto delle esigenze, ma delle trasformazioni climatiche e urbane.Tema, quest’ultimo, ripreso da Daniele Barbone, Amministratore Delegato di AcquaNovara.VCO
L’ultimo panel ha infine affrontato gli aspetti politici e regolamentari legati alla gestione del ciclo idrico: su questo articolato tema si sono espressi i rappresentanti di enti e aziende fornitrici di servizi. Sandro Baraggioli – presidente Confservizi Nord Ovest, riportando l’attenzione sulla necessità di garantire una corretta gestione delle disuguaglianze in prospettiva dell’aumento del fabbisogno di risorse, con un’attività che consenta anche a livello territoriale di avere un’omogeneità che oggi non abbiamo. Tullio Montagnoli, amministratore delegato A2A Ciclo Idrico, ha ripreso la questione del cambiamento climatico e riepilogato le condizioni necessarie ad adottare corrette politiche di gestione, prima tra tutti quella di avere una visione complessiva non limitata all’ambito industriale o agricolo, ma comune. Il tema dei costi è stato richiamato anche da Paolo Foietta, presidente Autorità Rifiuti Piemonte. Paolo Torassa, ad ASM Vercelli e direttore tecnico IRETI , ha riportato invece l’attenzione sul tema degli investimenti citando l’esempio europeo. Alessandro Iacopino – direttore generale S.I.I. S.p.A – Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese/Consorzio della Baraggia ha parlato delle difficoltà di gestire esigenze diversificate. Massimo Lamperti – presidente Suez Italia, ha invece posto l’accento sulle difficoltà di comunicazione tra realtà ed enti e del trovare visioni comuni.


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