La biodiversità agroalimentare tra scienza di oggi e storie di ieri

La biodiversità agroalimentare tra scienza di oggi e storie di ieri

“La biodiversità agroalimentare: scienza di oggi, storie di ieri”. Era il titolo del convegno che si è svolto nella Sala dei Mappamondi, organizzato da Accademia di Agricoltura e Accademia delle Scienze di Torino, con l’intervento di ricercatori e accademici, preceduti dai saluti dei due presidenti (Marco Devecchi e Massimo Mori). Nella prima parte, presieduta e moderata da Paola Bonfante, hanno svolto relazioni: Luigi Cattivelli (Frumenti, grani antichi e moderni); Massimiliano Beretta (Pomo d’oro e pomodoro: il valore della biodiversità); Concetta Licciardello (Biodiversità e agrumi: dal campo alla tavola, ai giardini); Michele Morgante (biodiversità di oggi e prospettive di domani). Nel secondo segmento, presieduto da Federica Larcher, hanno svolto relazioni: Gabriele Loris Beccaro e Giancarlo Bounous (la variabilità genetica del melo in Piemonte); Marco Devecchi (parchi e giardini storici, uno scrigno di biodiversità); Renata Allio (La collezione Carnier Valletti: un documento della biodiversità varietale ottocentesca); Paola Costanzo (Il museo della frutta di Torino); Silvana Nicola (Riflessioni conclusive sui temi agronomici).

E’ intervenuto il professor Pietro Piccarolo, presidente di Unasa (Unione nazionale delle accademie per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura) che ha affrontato il tema delle Tea (Tecniche di evoluzione assistita).
mappamondo

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