In un momento fra i più difficili e contrastati per il futuro del riso italiano, insidiato dalla concorrenza straniera, il “racconto” del cereale made in Italy può fare la differenza e offrire nuove opportunità. In questo senso si inseriscono le numerose missioni estere per promuovere la filiera sotto il profilo mediatico e promozionale. Fra queste ha avuto eco e lasciato traccia la partecipazione in Giappone con una serie di eventi. Quasi una sfida: raccontare il riso italiano nel cuore di uno dei Paesi dove questo alimento è parte integrante della cultura e della vita quotidiana. È questo lo spirito con cui l’Ente Nazionale Risi ha preso parte alla 51ª edizione di Foodex Japan 2026, negli spazi del Tokyo Big Sight, una delle più importanti fiere agroalimentari dell’Asia.
La presenza italiana è stata resa possibile grazie allo spazio messo a disposizione da ICE-Agenzia all’interno del Padiglione Italia, che in questa edizione ha ospitato 185 aziende delle 245 complessivamente presenti in fiera.
Tra i corner tematici dedicati al Made in Italy — insieme a caffè, panettone, gelato, pinsa, formaggi e vino — il punto dedicato al riso ha attirato grande curiosità. Chef, importatori, buyer e giornalisti si sono fermati allo stand per conoscere più da vicino il riso italiano, le sue varietà e le caratteristiche della filiera produttiva italiana. Domande, interesse e richieste di approfondimento hanno confermato come anche in un Paese con una tradizione risicola secolare esista spazio per il dialogo e per la scoperta di nuove espressioni di questo alimento.
A incuriosire il pubblico giapponese è stata soprattutto la versatilità del riso italiano in cucina, raccontata anche attraverso momenti dimostrativi e show cooking. In uno di questi è stato preparato un risotto con zucchine, limone grattugiato e colatura di alici, esempio concreto di come il riso italiano possa interpretare la tradizione gastronomica con creatività e gusto.
Il Padiglione Italia è stato inaugurato alla presenza dell’ambasciatore italiano a Tokyo Mario Vattani, del presidente di ICE Matteo Zoppas e del capo di gabinetto del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Raffaele Borriello, sottolineando il valore strategico della presenza italiana come piattaforma di promozione e dialogo economico con il Giappone.
Il confronto istituzionale e scientifico ha trovato il suo spazio all’Ambasciata d’Italia a Tokyo, dove si è svolto il seminario “Sostenibilità e innovazione nelle colture tradizionali italiane”.
Ad aprire i lavori Raffaele Borriello, che ha portato i saluti istituzionali del ministro Francesco Lollobrigida illustrando le politiche italiane per sostenere sostenibilità e innovazione nelle filiere agricole, con particolare attenzione al settore risicolo. All’apertura del seminario è stato proiettato il video “Italian Ricelands”, dedicato ai paesaggi e alla tradizione della risicoltura italiana. La presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba ha approfondito il tema “Il mondo del riso: Italia e Giappone, due culture a confronto”, mettendo in evidenza analogie e differenze tra due Paesi accomunati da una lunga storia nella coltivazione e nel consumo di questo cereale. A seguire, Davide Mantovani – comunicazione ed eventi dell’Ente, ha illustrato il patrimonio varietale del riso italiano e il ruolo dell’Ente nella tutela della filiera e nella promozione di questo prodotto.
Makoto Kuroki del National Agriculture and Food Research Organization, ha presentato le più recenti ricerche giapponesi sul miglioramento genetico del riso; Hitoshi Saitō, presidente della Japan Agricultural Corporations Association, ha raccontato le sfide della coltivazione del riso nel contesto agricolo giapponese.
L’iniziativa si inserisce nel percorso “Road to Green Expo 2027”, l’esposizione internazionale dedicata al verde e alla sostenibilità che si terrà a Yokohama dal 19 marzo al 26 settembre 2027. Un contesto che conferma quanto il dialogo tra Italia e Giappone sia fondamentale per affrontare temi globali come sicurezza alimentare, cambiamento climatico e sostenibilità delle produzioni agricole.
La missione guidata dalla presidente Natalia Bobba rappresenta anche il risultato di un lavoro di relazioni e confronto portato avanti negli anni. Il mercato giapponese, tradizionalmente molto protettivo e profondamente legato alla propria cultura del riso, richiede infatti un approccio graduale, fondato sul rispetto reciproco e sulla conoscenza.
La delegazione italiana ha anche visitato il Japan International Research Center for Agricultural Sciences (JIRCAS), ente di ricerca del Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del Giappone. All’incontro hanno partecipato la presidente Natalia Bobba, il presidente del CREA Andrea Rocchi e il direttore generale di ISMEA Sergio Marchi.
Un altro incontro si è svolto al Tokyo Liaison Office del NARO – National Agriculture and Food Research Organization, con il presidente Kazuo Kyuma.

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