
Dalle Alpi, quasi ai confini con la Svizzera, alle rive dell’Arno di Firenze. Il mondo del riso vive una stagione difficile per il crollo dei prezzi, la concorrenza asiatica, la siccità, ma per contro sta godendo di una visibilità grazie a una promozione incessante. E’ il valore aggiunto che sottolinea l’eccellenza del Made in Italy, elemento che può fare la differenza. Nei giorni scorsi due eventi hanno collocato il riso italiano sul piedistallo: sulla piazza di Domodossola la “troupe” di “Camper”, il programma estivo di Rai 1, dedicato alle vacanze, ai viaggi e alle tradizioni italiane, si è occupato di riso con la presidente di Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che ha parlato di ricerca e nuove frontiere delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), che hanno ottenuto il via libera dal Parlamento Europeo. Un momento di incontro ideale tra pianura e montagna: nelle valli ossolane la tradizione vuole che un delle ricette più antiche e popolari sia a base di riso e latte.
In Toscana, invece, si è svolto un convegno al campus di Sesto Fiorentino (con gli studenti di Agraria e Biologia). Titolo del focus: Il valore del riso, scienza, qualità e salute per un’alimentazione d’eccellenza. Sono intervenuti Francesco Sofi, professore ordinario di scienze dell’alimentazione e tecniche dietetiche applicate nonché presidente del corso di laurea magistrale in scienze dell’alimentazione; Natalia Bobba; Roberto Magnaghi, direttore generale di Ente nazionale Risi; Cinzia Simonelli, responsabile del laboratorio di chimica merceologica e biologia molecolare dell’Ente su “Analisi genetiche e sensoriali”; Nadia Mulinacci, ordinario di chimica degli alimenti su “I risi neri sul mercato”. Conclusioni di Domenicantonio Galatà, presidente Associazione italiana nutrizionisti in cucina.

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