Cristina Brizzolari, produttrice di riso (Azienda agricola a Casalbeltrame in provincia di Novara) e presidente di Coldiretti Piemonte, è stata scelta dalla FAO, per rappresentare simbolicamente tutte le donne che lavorano la terra nell’anno (2026) dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Donne in Agricoltura, un riconoscimento importante al ruolo fondamentale che le donne svolgono nei sistemi agroalimentari e nello sviluppo delle comunità rurali.
In questo contesto è stata realizzata una speciale emissione numismatica dedicata alle donne in agricoltura, un tributo a milioni di donne che ogni giorno seminano, coltivano, raccolgono e custodiscono il futuro delle comunità.
Nel mondo le donne rappresentano oltre il 40% della forza lavoro agricola. Anche in Italia il loro contributo è sempre più centrale: cresce il numero di aziende agricole guidate da donne che investono in innovazione, sostenibilità, qualità e biodiversità.
“Per me è un grande onore – spiega Cristina Brizzolari -. La scelta della FAO assume un significato ancora più profondo: il riso è uno degli alimenti che sfamano il mondo. Oggi, celebriamo un riconoscimento storico, ma molto resta ancora da fare. In diverse parti del mondo le donne hanno meno accesso alla terra, al credito, alla formazione e alle tecnologie agricole. Ridurre queste disuguaglianze significa rafforzare la sicurezza alimentare e costruire sistemi agricoli più equi e resilienti. Coltivare la terra mi ha insegnato che la leadership non è rumore, ma responsabilità e cura. Seminare è sempre un atto di fiducia nel futuro”.
La moneta, incisa nell’argento, rende visibile ciò che è sempre stato vero: le donne sono colonne portanti dei sistemi agroalimentari. Sull’altra faccia della moneta è inciso il motto “Fiat Panis. Che ci sia il pane. E dove c’è pane, c’è lavoro. Dove c’è lavoro, c’è dignità.
E dove ci sono donne che coltivano la terra, c’è futuro”.
Un richiamo antico e potente che ricorda come dietro ogni alimento ci sia il lavoro di chi coltiva la terra. E sempre più spesso, oggi, quel lavoro porta il volto delle donne.

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