Cordoglio nel mondo agricolo piemontese per la scomparsa di Natale Carlotto, figura storica di Coldiretti e dell’agricoltura.
Aveva 94 anni. Direttore della Coldiretti di Cuneo per 31 anni, dal 1960 al 1991, e presidente della Federpensionati Nazionale Coldiretti dal 1995 al 2010, anni in cui è stato anche vicepresidente del Comitato europeo degli anziani rurali. Accanto all’impegno sindacale, Carlotto ha avuto una lunga carriera istituzionale e parlamentare. Dal 1976 ha ricoperto l’incarico di onorevole e poi quello di senatore fino al 1994. È stato eletto per cinque legislature, contribuendo all’attività legislativa con 26 leggi approvate su sua proposta, 63 sostenute e 374 atti interrogativi.
“Una figura storica e di grande importanza per la nostra Organizzazione, non solo presidente ma forte animatore dei Pensionati di Coldiretti – ricorda Sergio Barone, presidente dei Pensionati Coldiretti Piemonte -. Al suo nome sono legate riforme rilevanti per il mondo agricolo e montano, tra cui la riforma dei patti agrari e l’ultima legge dedicata alla montagna, maturate anche grazie al lavoro svolto negli uffici della Coldiretti”.
“Natale Carlotto, un grande sindacalista, è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità – affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti: ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura”.
| Anche Confagricoltura Cuneo esprime cordoglio per la scomparsa dell’ex senatore Natale Carlotto. |
| “Natale Carlotto è stato un riferimento di Confagricoltura Cuneo e dell’agricoltura in generale – ricordano il presidente Enrico Allasia e il direttore Roberto Abellonio -. Negli anni il confronto con lui è stato sempre franco e costruttivo: Carlotto aveva la capacità di guardare oltre l’emergenza del momento, cogliendo con anticipo le sfide strutturali che il settore avrebbe dovuto affrontare. È stato sempre propositivo nel confronto e nella ricerca di soluzioni – proseguono Allasia e Abellonio – mettendo al centro l’interesse dell’agricoltura e dei territori rurali, con un’attenzione concreta ai problemi delle imprese agricole. La sua esperienza, maturata in decenni di impegno anche a livello nazionale ed europeo, gli consentiva di offrire una lettura ampia e lungimirante delle problematiche, qualità oggi più che mai preziosa. La sua scomparsa lascia un vuoto importante nel mondo agricolo cuneese”. |

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