Con “Donne & Riso” il pomeriggio diventa speciale

Con “Donne & Riso” il pomeriggio diventa speciale

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Ci sarebbero (e ci sono) tutti i presuppostipomeriggio6pomeriggio4pomeriggio5pomeriggio1pomeriggio9pomeriggio7pomeriggio3 per un pomeriggio di fuoco, attizzando le polemiche che stanno riscaldando questo rigido inverno: il mondo del riso è in ebollizione, perché gli scambi sulle principali piazze languono, i prezzi sono al ribasso e per alcune varietà non coprono neppure i costi di produzione. Non bastano a rasserenare le notizie che arrivano da Bruxelles, relative a una maggiore disponibilità dei fondi Pac (Politica agricola comunitaria). Anzi, proprio dalla capitale belga giunge il via libera all’accordo UE-Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), che consentirà di esportare riso in Europa riso a dazio zero. Insomma, una concorrenza diretta, contro cui i risicoltori europei insorgono anche perché non esiste reciprocità (prezzi di produzione inferiori in Sudamerica e metodi di coltivazione che non rispetterebbero gli stessi standard e le limitazioni all’uso di pesticidi imposte in Unione Europea).

Invece, al Teatro Civico di Vercelli, “Donne & Riso”, il sodalizio che riunisce imprenditrici e operatrici del settore, ha regalato un pomeriggio di festa. Ricco di storia, significati, capacità di guardare al futuro. Nonostante. Perché “Un pomeriggio a tutto riso” (edizione numero 17) è stato dedicato alla “Donna in agricoltura: riso e sorrisi”. Titolo esplicito, che ha messo a fuoco il tema del 2026, l’anno internazionale dedicato dalla Fao alla donna agricoltrice. Che sta macinando traguardi inaspettati in tutto il mondo. Anche in risicoltura. Con piedi ben saldi in risaia e un occhio molto attento al domani. Non è un caso se l’associazione, guidata da Federica Busso, ha deciso di conferire il premio annuale (la risottiera d’argento) a una delle ricercatrici giovani che si sta battendo da tempo contro difficoltà di ogni tipo (burocratico e ideologico) per testare e creare piante di cereale resistenti agli attacchi patogeni, il più insidioso chiamato “brusone”, incubo dei risicoltori. Ha sfondato il muro di diffidenza e antagonismo, convincendo e conquistando anche gli scettici, sino a Bruxelles. La sua sperimentazione, in laboratorio poi in campo (primo raccolta nel 2025) le ha dato ragione: il riso creato da Vittoria Brambilla, la ricercatrice dell’Università di Milano premiata a Vercelli, è frutto delle TEA (Tecniche di evoluzione assistita) che nulla ha da spartire con gli OGM (organismi geneticamente modificati). Insomma, un incrocio naturale. E per questo la scienziata, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’ateneo milanese, è salita sul palco dove ha ricevuto la risottiera dalle mani di Federica Busso, presidente al suo esordio e sicura di sé, in un pomeriggio di festa condotto da Roberto Magnaghi, direttore generale di Ente Nazionale Risi. Ed è stato lui stesso a trasformarsi in intervistatore, non solo con Vittoria Brambilla, ma proponendo un talk con due figure femminili esponenti di altri settori agricoli: Michela Marenco, presidente di Confagricoltura Donna Piemonte, e Gabriella D’Amico, referente Associazione Nazionale Donne dell’Olio per il Piemonte e Valle d’Aosta. Riso, vino e olivicoltura, tre comparti d’eccellenza a confronto con problematiche analoghe: concorrenza sleale e ricerca della qualità per contrastarla.

Il cammino della risicoltura si fa storia vissuta attraverso le immagini e il racconto che ripropongono gli anni di “Riso Amaro”, e rari filmati da cineteca sulla vita delle mondine. Li ha riproposti Roberto Sbaratto nel racconto teatrale “Quando cantavano le rane” (con le immagini a cura di Cinzia Ordine, i suggerimenti di Pino Innocenti), accompagnato alla fisarmonica da Paolo Guercio. All’inizio del pomeriggio interventi del sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, che ha annunciato l’avanzamento del progetto con il Politecnico di Torino per are della città eusebiana la capitale dell’acqua; del presidente della Provincia Davide Gilardino. Natalia Bobba, presidente di Ente Nazionale Risi: “Tra uomo e donna non deve esistere competizione, – ha detto –  l’agricoltura ha bisogno dell’uno e dell’altra”. E Federica Busso: “Oggi la donna nei campi è una manager completa”.

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