Il mondo agricolo protesta contro la riduzione del 20% annuo, fino all’eliminazione dei prezzi minimi garantiti per l’energia elettrica prodotta dagli impianti a biogas e a biomassa di origine agricola. Confagricoltura scende in campo per chiedere “che la norma venga rivista senza però generare impianti di ‘serie A’ e altri di ‘serie B’: tutti quelli di potenza fino a 999 KW devono essere tutelati, compresi quelli nati seguendo il modello dell’aggregazione tra imprese. C’è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo fissato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) di produrre, entro il 2030, il 63% di energia elettrica con fonti rinnovabili. Attualmente, infatti, siamo al 42% e non comprendiamo perché si decida di interrompere un modello virtuoso e programmabile, a differenza di altre energie alternative (tipo eolico e solare). Servono, infine, regole certe per pianificare gli investimenti aziendali: anche la ventilata ipotesi di un rinvio dei tagli ai PMG ai prossimi anni non ci vedrebbe soddisfatti perché non garantirebbe prospettive al settore e rallenterebbe il percorso sulla sostenibilità”.
Queste le richieste avanzate dal presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, Enrico Allasia, direttamente al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’evento “DL Bollette: a rischio il comparto biogas e biomasse di origine agricola” che l’associazione agricola, in collaborazione con il Consorzio Monviso Agroenergie (CMA), ha organizzato a Cavallermaggiore (CN).
L’appuntamento si è aperto con la visita all’azienda zootecnica “La Gaia” della famiglia Camisassi che, in località Trebbiè, alleva oltre 700 capi bovini di cui circa 350 in mungitura all’interno di una struttura all’avanguardia e progettata per assicurare un elevato livello di benessere animale. L’azienda è dotata dal 2022 di un impianto a biogas.
A seguire i partecipanti si sono trasferiti a “Le Cupole” per il convegno sul tema oggetto dell’iniziativa che ha analizzato le criticità contenute nella bozza del “Decreto-legge Bollette”. Saluti istituzionali di Enrico Allasia e del presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Luca Crosetto, poi l’approfondimento su “Il biogas elettrico – Una risorsa essenziale per l’agricoltura italiana” a cura di Andrea Chiabrando, direttore tecnico del Consorzio Monviso Agroenergie.
In video collegamento il ministro Gilberto Pichetto Fratin, che nel pomeriggio ha incontrato una delegazione di allevatori e i vertici di Confagricoltura, ha assicurato il suo impegno per tutelare biogas e biomasse di origine agricola, garantendo di discutere il tema insieme ai colleghi di governo la prossima settimana.
Nella tavola rotonda successiva si sono alternati Paolo Balocco, responsabile direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Elio Dinuccio, professore associato DISAFA dell’università di Torino, Alessandro Bettoni presidente Nazionale della FNP Bioeconomia di Confagricoltura e Sebastiano Villosio, presidente Consorzio Monviso Agroenergia.
“L’impianto di biogas – ha sottolineato Villosio,trasforma i reflui zootecnici in energia elettrica, creando circolarità e sostenibilità ambientale. Inoltre crea una parte di reddito che sostiene la zootecnia e la cerealicoltura e quindi è complementare e simbiotico all’azienda agricola. Per le aziende il prezzo minimo garantito dell’energia da biogas non è un incentivo, ma una componente strutturale dell’attività agricola e per questo va mantenuto”.
Le conclusioni sono state affidate Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura: “Oggi più che mai abbiamo bisogno di garantire le sicurezze tanto in Italia quanto in Europa, e in particolar modo sono due le sicurezze fondamentali per i cittadini: la sicurezza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari. E chi meglio degli agricoltori contribuisce in maniera significativa al raggiungimento di questi obiettivi? Quindi occorre, da una parte investire in agricoltura per dare a tutti la disponibilità di cibo di qualità ad un giusto prezzo, ma dall’altra servono garanzie per continuare a produrre energia elettrica di origine agricola, considerando che oggi il contributo degli agricoltori all’approvvigionamento di energia elettrica in Italia è del 10%, con una fonte 100% italiana e in grado di migliorare la qualità dell’ambiente”.
La protesta arriva anche da Coldiretti che considera il biogas agricolo un asset strategico per sicurezza energetica, decarbonizzazione e competitività delle imprese. Per questo, già alla lettura delle bozze del DL Bollette, si è attivata per evitare una norma che avrebbe ridotto i Prezzi Minimi Garantiti agli impianti agricoli a fine incentivo, fino alla cessazione del sistema in tre anni.
“I prezzi minimi non sono un sussidio, ma uno strumento tecnico indispensabile per garantire l’equilibrio economico degli impianti, la gestione degli effluenti zootecnici e lo sviluppo della filiera del biometano, che già contribuisce a ridurre gli oneri energetici del Paese – evidenzia Bruno Mecca Cici, vicepresidente Coldiretti Piemonte con delega alla zootecnia -. Vanno tutelate le imprese che hanno investito nel settore del biogas dando un segnale importante di come uno scarto possa diventare una risorsa”.
“Per questo chiediamo sì di abbassare le bollette, ma senza sacrificare gli investimenti strategici del settore primario. Auspichiamo, quindi, i dovuti correttivi al DL Bollette affinché la produzione di biogas non si fermi e nessuno venga lasciato indietro. Continueremo il confronto con il Governo per garantire una transizione energetica che non penalizzi le imprese agricole ma le renda protagoniste”, chiedono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

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