Droni, Intelligenza artificiale, digitalizzazione, guida assistita, robotica. E’ il nuovo glossario dell’agricoltura, che pervade e invade anche il mondo del riso. Il futuro fa già parte delle attività agricole, l’algoritmo è lo strumento che indirizza nelle scelte e nelle interpretazioni predittive su coltivazione, applicazione nella “precision farming”, meteo, investimenti. Questo il senso del convegno organizzato dall’Associazione Dottori in Scienze Agrarie e Forestali Vercelli e Biella, presieduta da Paolo Carrà, ex presidente Ente Nazionale Risi. “La rivoluzione digitale in agricoltura: nuove frontiere e opportunità”, il titolo dell’incontro che si è svolto all’Istituto Galileo Ferraris di Vercelli, moderato da Paolo Viana direttore Riso Italiano, con l’intervento di esponenti del settore agricolo e tecnologico, docenti del Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Torino. Un confronto a tutto campo pe mettere a fuoco le molteplici applicazioni, ma anche i limiti e gli interrogativi.
L’AI (Artificial intelligence) è destinata a diventare lo strumento sussidiario e indispensabile, non sostitutivo, dell’agricoltore. A condizione che l’apporto dell’Intelligenza artificiale sia indirizzata da domande specifiche e dalle informazioni cui attingono gli algoritmi. Ma il sistema dovrà risultare semplice e accessibile, ha sottolineato Paolo Carrà: ”Noi agricoltori abbiamo bisogno di semplicità e sicuramente in futuro ci sarà uno sviluppo delle professioni di assistenza in questo senso”.
L’Ingegner Paolo Gay ha parlato di innovazione digitale delle macchine agricole per la sostenibilità, smart, sensori di rilevazione, guida autonoma e assistita. Ma anche dei robot utilizzati in agricoltura. “Per i droni – ha specificato – destinati a distribuire pesticidi, invece siamo ancora in attesa di una legge che consenta il loro utilizzo in Italia”. L’ingegner Lorenzo Comba ha illustrato le numerose applicazioni dell’intelligenza artificiale in agricoltura: alle stime delle rese del mais al monitoraggio dei vigneti. “Ma, attenzione – ha ammonito – alle allucinazioni. Talvolta l’AI può generare dati imprecisi o falsi”. Francesco Vidotto ha parlato di gestione agronomica di precisione, il digitale al servizio del controllo delle infestanti”.

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