Moscato d’Asti Docg, accordo sulla resa: 85 quintali di uva per ettaro

Moscato d’Asti Docg, accordo sulla resa: 85 quintali di uva per ettaro

Il consiglio d’amministrazione del Consorzio di Tutela dell’Asti Docg e Moscato d’Asti Docg ha stabilito che per la vendemmia 2026, la resa massima rivendicabile a Moscato d’Asti Docg è fissata in 85 quintali di uva per ettaro, come lo scorso anno, e si è impegnato a fornire già nei primi mesi del 2027 un’indicazione chiara all’intera filiera attraverso l’analisi dei dati di mercato al 31 dicembre 2026. La proposta sarà discussa il 30 giugno dall’assemblea dei consorziati.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: «È il risultato di buon senso che auspicavamo, frutto dell’accordo raggiunto fra la componente agricola e quella industriale che ho caldeggiato al Tavolo del Moscato convocato giovedì scorso al Grattacielo della Regione con il Consorzio e i sindaci dei 51 Comuni del Moscato. Ottimo anche l’impegno a monitorare la situazione nei prossimi mesi. I miei complimenti al presidente del Consorzio Stefano Ricagno e al direttore Giacomo Pondini per aver definito un accordo praticabile. La riduzione di resa a 85 quintali per ettaro per la vendemmia 2026 è un punto di caduta ragionevole, indicato nei giorni scorsi anche dall’associazione dei Comuni, dalla componente agricola delle tre associazioni datoriali Cia, Coldiretti, Confagricoltura e dalle associazioni sindacali, che ringrazio per il riconoscimento al ruolo svolto dalla Regione nella gestione delle problematiche di questo importantissimo vitigno”.

Il presidente del Consorzio di Tutela, Stefano Ricagno: «Anche a conferma del peso che la Docg Moscato ha su un ampio territorio del Piemonte, riteniamo come Cda di aver trovato un buon punto di condivisione fra le diverse parti all’interno della filiera, per mantenere quella sostenibilità economica dell’intero comparto che ha sempre contraddistinto il mondo dell’Asti”.

“Non retrocedere, per l’imminente vendemmia 2026, a 80 quintali/ettaro, ma mantenere le rese a 85 quintali ad ettaro è un passo in avanti”. E’ quanto afferma Coldiretti Piemonte, nel commentare la decisione della parte industriale spinta verso questa direzione dopo il serrato confronto con le industrie spumantiere.

“Le nostre imprese vitivinicole stanno già affrontando un momento particolarmente delicato con i costi di produzione schizzati in alto ed una situazione di mercato complicata, per cui è necessario non penalizzarle ulteriormente, come abbiamo fortemente sottolineato anche in occasione della riunione in Regione – sottolinea Monica Monticone, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo -. Per le 3500 aziende la resa a 85 ql/ettaro è già un sacrificio per questo era necessario un primo cambio di rotta da parte dell’industria rispetto alla posizione iniziale”.

“Auspichiamo che la parte industriale dimostri di continuare ad essere collaborativa anche nella formulazione dei prezzi di riferimento che sarebbe opportuno vengano stabiliti e che devono valorizzare il lavoro degli imprenditori vitivinicoli – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale”.

Anche Confagricoltura Piemonte accoglie con soddisfazione la decisione. “Pur in una fase di mercato che continua a presentare elementi di criticità, la decisione assunta dal Consorzio rappresenta un segnale importante per migliaia di aziende che coltivano Moscato nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. La resa di 85 quintali per ettaro – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – consente di salvaguardare la sostenibilità economica delle imprese senza compromettere gli equilibri della denominazione. È una scelta che va nella direzione indicata dal territorio e che riconosce gli sforzi sostenuti dai produttori in questi anni”.

Gian Luca Demaria, presidente della Sezione Vitivinicola di Confagricoltura Piemonte dichiara che “la proposta degli 85 quintali rappresenta il massimo sforzo sostenibile che oggi può essere richiesto ai viticoltori. I costi di produzione continuano a mantenersi elevati e le aziende hanno bisogno di un adeguato livello di redditività per continuare a investire nei vigneti e nella qualità delle produzioni. È quindi un risultato che accogliamo positivamente”.

 

Moscato Bianco (1)

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