Il riso che è stato e quello che verrà. Gli agricoltori s’interrogano nel cuore dell’inverno, in attesa della prossima campagna. Gli incontri di formazione organizzati da Ente Nazionale Risi sono finalizzati a fare il punto della situazione, indicare prospettive di coltivazione e commercializzazione. A Novara si è parlato anche di capacità genetica e capacità produttiva, con la relazione di Filip Haxhari (foto) responsabile del settore miglioramento genetico al Centro Ricerche di Castello d’Agogna: “E’ necessario rinnovare anche la struttura varietale – ha sottolineato – per ridurre l’input chimico almeno del 30 per cento da qui al 2030”. Questo uno degli obiettivi. “Siamo alla ricerca di geni di resistenza che reagiscano alle avversità climatiche, stiamo testando 72 varietà. E stiamo anche lavorando per abbassare l’indice glicemico”.
Un confronto a tutto campo, quello di Novara, condotto e sviluppato dal responsabile della sezione Ente Risi, Umberto Rolla. Con l’intervento di Alessandra Bogliolo, sull’assistenza tecnica. Lo sguardo sui mercati è stato trattato da Enrico Losi (Ufficio centrale Ente Risi), che si è concentrato sul tema del momento: la difficile situazione dovuta all’import e le tensioni geopolitiche a livello mondiale che si riverberano sul mercato italiano, dove la concorrenza deprime le contrattazioni favorevoli ai risicoltori. Si è parlato anche di accordo di libero scambio con il Mercosur, per ora bloccato dopo il voto del Parlamento europeo

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