Nel tempio dell’uva fragola (o americana)

Nel tempio dell’uva fragola (o americana)

uva americanauvafragola3uvafragola2uvafragola1“Carpignano Sesia e l’uva fragola” è il titolo del convegno che si è svolto nella biblioteca di via della Fossa 1, nel Comune del Novarese dove si coltiva ancora questa varietà, conosciuta anche come “uva americana”. Sala gremita, anche dagli studenti che frequentano l’Istituto Agrario Bonfantini sede di Romagnano Sesia con i loro docenti. Fra i presenti Graziano Caielli (Onav), Sergio Monferrini insegnante e autore del libro “L’uva americana di Carpignano Sesia”, Francesco De Marchi veterinario emerito della Pro Loco. Convegno aperto da Antonio Pogliani (Associazione dei dottori in scienze agrarie e forestali Novara Vco) con i ringraziamenti agli enti che hanno consentito l’evento, regia di Stefano Vercelloni dell’Associazione nazionale Città del Vino. Poi i saluti del sindaco Christian Massara.

Dopo il saluto del sindaco, Christian Massara, relazioni di: Massimo Bozzalla Canalino, docente di Viticoltura Istituto Tecnico Agrario Bonfantini di Romagnano su «Produzioni viticole di nicchia: dall’uva fragola ai vitigni autoctoni»; Andrea Agnes , tecnico del settore fitosanitario e servizi tecnico scientifici della Regione Piemonte su «Uva da tavola del Novarese, l’attività di selezione e caratterizzazione svolta sul territorio con particolare riferimento all’areale carpignanese»; Giuseppe Carlo Lozzia, Accademia Italiana della vite e del vino su «Lotta integrata nel vigneto».  Interventi di Alberto Sacchi e Claudia Paganotti, Associazione Uva Fragola precoce Isabella Suno/Mezzomerico su «La Denominazione Comunale Uva Fragola Isabella Precoce di Suno e Mezzomerico»; Biatriz Baldo, dirigente Istituto Istruzione Superiore Giuseppe Bonfantini – Novara; Giuseppe Maio, consigliere della Provincia di Novara con delega a Caccia e Pesca nelle acque interne e Rapporti con le Organizzazioni Agricole; Daniela Cameroni, consigliere della Regione Piemonte in rappresentanza di Paolo Bongioanni, Assessore a Commercio, Agricoltura, Cibo, Turismo, Caccia e Pesa; conclusioni di Marco Caccia, presidente della Provincia di Novara; consegna degli attestati di merito. Interventi di Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Novara Vco; Giovanni Chiò, presidente Confagricoltura Novara Vco; l’agronomo Mauro Cerfeda. Inoltre: il presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, sindaco di Romentino; il consigliere delegato per i rapporti con il mondo agricolo, Giuseppe Maio.

Attestati di benemerenza per il lavoro svolto e per aver preservato l’uva fragola Isabella sono stati consegnati a: Marco Annovazzi, Francesco De Marchi, Ferruccio Garrone, Carlo Pescio, Elisabetta Ponti, Davide Tribolo, Gian Piero Tribolo, Giovanni Tribolo, Riccardo Tribolo, Stefano Maio, Paola Ponti, Roberto Porzio, Fiorenzo Stefanoli, Istituto comprensivo Pietro Fornara. E a Sergio Monferrini.

L’uva americana – sottolinea Antonio Poglianiè la varietà di uva da tavola derivata dalla Vitis Lambrusca  da noi la più diffusa è la cosiddetta uva fragola, sapore dolce, profumata penetrante simile alla fragranza delle fragole. Ha lunghi tralci , buona resistenza al terreno umido, al freddo e al gelo, poco esigente dal substrato. Vite Berlandieri, Vite Riparia, Vite Rupeste. Uva molto resistente alle malattie fungine come oidio, peronospora e soprattutto resiste all’insetto della fillossera. L’uva fragola è arrivata in Europa dall’America in Francia attorno al 1820 e in Italia attorno al 1825. Essendo resistente alla fillossera che stava distruggendo i vigneti di vite nostrana del tempo si diffuse ampiamente e fu usata come portainnesto in quanto resistente al parassita. Coltivata a spalliera, pergola (a formare con i tralci dei tetti naturali) , rampicante e maritata agli alberi come ben spiegato dall’agronomo Oreste Bordiga, soprattutto legata al ciliegio e al noce. Si diffuse la coltivazione dal 1850 in poi nel Novarese la così detta “Isabella”. Molti erano i comuni interessati a produrre l’uva americana: il Mandamento di Carpignano Sesia con i comuni di Landiona,  Vicolungo, Casaleggio, Castellazzo, ecc… e anche in altri Mandamenti come Momo, Oleggio, Borgoticino, Galliate, Trecate, Vespolate. Secondo Bordiga nel 1864 tra uve da vino e uve da tavola nei circondari  novaresi vi erano 5.655 ha. Proprietà importanti: antinfiammatoria, antiossidante (presenza di resveratrolo)  ottima per la difesa immunitaria, meglio mangiare anche la buccia,vitamine A, C, K; sali di potassio ferro”.

Per Legge non si può vinificare salvo che per fare il “fragolino” che non deve essere chiamato vino. Si conoscono 10.000 varietà di uve, circa 1.400 per il vino, in Italia registrate nel tempo ben 1.000. Come uva da tavola si trova prevalentemente in Piemonte:  Cuneese, Saluzzo, Casale Monferrato, Monregalese, Vercellese, Borgo d’Ale, Alice Castello, Cigliano, Moncrivello, Suno, Mezzomerico, Carpignano Sesia. Sino alla fine degli anni 1960-metà degli anni 1975 in tutte le aziende agricole e molti privati cittadini tenevano viti o ibridi di origine americana prevalentemente nera  (fragola nera precoce e tardiva) e in misura minore bianca (fragola precoce e tardiva) per il consumo familiare. Varietà note:  Fraga, Fragola nera e bianca, Italia, Delizia, Matilde, Isabella, Perlan, Regina nera, Regina Bianca, Cardinal, Sublime, Victoria, Pizzutella nera e bianca, ecc. … (Campo sperimentale di uve ibride di Ovada).

Antonio Pogliani, preso atto delle relazioni ei docenti (innanzitutto quella di Agnes che faceva riferimento al lavoro svolto dal Settore Agricoltura della Provincia di Novara in collaborazione con Fondazione agraria novarese, Università di Torino, Viticoltori e Comuni per la selezione e caratterizzazione  dell’uva da tavola novarese varietà “Isabella”  precoce e tardiva) ha auspicato anche per l’areale di Carpignano Sesia l’approvazione di una De.Co (Denominazione Comunale) per l’uva da tavola Novarese varietà “Isabella” tardiva.

 

 

 

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