Frutta proibita per i prezzi pazzi

di Gianfranco Quaglia

Il successo di Macfrut, la grande manifestazione dedicata al settore della frutta, per la quarantesima edizione si è fregiata anche della visita prestigiosa del Presidente Sergio Mattarella. Un successo, senza alcun dubbio. Tuttavia ha messo anche in luce aspetti negativi che non riguardano soltanto il comparto specifico, ma tutti i consumatori alle prese con l’inflazione. Negli ultimi mesi con il caro prezzi e il cambiamento climatico che ha decimato i raccolti, gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura del 9% in quantità rispetto allo scorso anno, ai minimi da inizio Duemila. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti sulla base di dati Cso Italy presentati alla manifestazione romagnola.

Complessivamente la superficie coltivata a frutta si è ridotta di 516 mila ettari con la perdita di oltre centomila ha rispetto a 15 anni fa. Un dato che mina il primato produttivo in Europa dai kiwi alle pere, dalle ciliegie alle uve da tavola e alle albicocche. Male per i consumatori, che hanno ridotto la propensione ad alimentarsi di frutta e soprattutto per le ultime generazioni. Ma anche per gli agricoltori alle prese con l’impennata dei costi di produzione, con incrementi che riguardano persino la plastica per le vachette, le retine, le buste, il cartone, il legno epr le cassette. E non va sottovalutata la concorrenza sleale delle produzioni straniere, con un prodotto su cinque importato che non rispetta le normative in materia di rispetto della salute o i diritti dei lavoratori.

 

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