“Allevamenti veicolo del Coronavirus? Tesi inaccettabile”

“Allevamenti veicolo del Coronavirus? Tesi inaccettabile”

Ammoniaca derivata dagli allevamenti intensivi della Pianura Padana, spandimento dei liquami, umento del pm10 nell’aria. Questo combinato disposto potrebbe essere il vettore favorevole non solo per l’inquinamento, ma anche per il Covid-19? Una tesi proposta in una recente puntata televisiva di “Report”, che ha suscitato non poche reazioni e polemiche. Ora interviene con una nota ufficiale Agrinsieme, costituita dalle organizzazioni professionali Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e altre centrali cooperative. Un coordinamento che rappresenta oltre i due terzi delle zaziende agricole italiane,il 60 per cento della produzione agricola e della superfcicie coltivata, oltre 800 mila persone occupate. L’indignazione è forte ed è sintetizzata da Luca Brondelli di Brondello, presidente Confagri di Alessandria e componente della Giunta nazionale: “E’ grave – sottolinea – soprattutto in un momento triste e delicato quale quello che sta attraversando il Paese, collegare il ruolo degli allevamenti alla grave epidemia del Coronavirus, senza evidenza scientifica. E’ inaccettabile che qualcuno metta in discussione un settore che ha garantito produttività, nonostante le difficoltà evidenti, con cibo e rifornimenti per tutti, nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie. Ricordiamo a tal proposito che esistono diversi studi scientifici i quali dimostrano come il Covid-19 non si trasmetta agli animali zootecnici, soprattutto se vi è un confinamento che ne garantisce la biosicurezza; gli allevamenti confinati e ad elevata efficienza, al contrario, contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento, alla biosiscurezza, alla salute e al benessere degli animali. La gravità della situzione e le conseguneti misure adottate per il contenimento della pandemia cion il blocco pressoché totale di numerose attività, ha portato a una riduzione dell’inquinamento dell’aria nell’ordine del 30%. L’Ispra, fra gli altri, ha certificato che l’agricoltura è responsabile d emissione di pm10 e pm2.5 in eprcentuali nettamente inferiori e meno significative a quelle di altri comparti produttivi. Infine, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha certificato che l’aumento delle polveri sottili rilevato in Italia alla fine di Marzo derivi dalle correnti atmosferiche e dalle polveri provenineti dalla zona del Mar Caspio e non dallo spandimento dei liquami zootecnici dei campi”.

Nella nota diffusa da Agrinsieme si legge ancora che “l’agricoltura e l’allevamento sono attviità essenziali di fondamentale importazna per l’alimentazione umana llre che ditrafizionae millenaria. Stigmatizziamo con forza tutti quei messaggi che lasciano intendere che l’agricoltura e l’allevamento siano fonti primarie di inquinamento. Sono irricevibili, se non rapportati all’impatto causato da altri comparti dellp’economia, caratterizzati senza ombra di dubbio da una minore circolarità”.

Nella foto: Luca Brondelli di Brondello

brondelli

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